Speculazioni
Apr. 4th, 2022 04:06 pmhints Ciel/Sebastian
COW-T #12, w6, m4: Harry Potter!AU
892 parole
Che Ciel Phantomhive fosse lo studente preferito del Professor Michealis lo sapeva tutta la scuola e d’altronde si sa che ad Hogwarts i pettegolezzi circolano più velocemente di quanto un gufo non riesca a consegnare una lettera.
Le speculazioni si sprecavano tra i corridoi, tra chi diceva che Ciel fosse in realtà il figlio segreto del professore a chi, con più malizia, insinuava che ci fosse una ragione se Phantomhive si tratteneva sempre oltre il termine della lezione e osava persino intendere che la sua divisa fosse piuttosto spiegazzata l’ultima volta che era arrivato in ritardo a Trasfigurazione, a chi, con una ginnastica mentale degna di un grande atleta, era arrivato a ipotizzare che l’insegnante di Difesa contro le Arti Oscure fosse in realtà un vampiro e che il Serpeverde avesse accettato di donargli il suo preziosissimo sangue una volta al mese in cambio di buoni voti.
Ciel che non si era mai curato dei pettegolezzi quando la sua intera famiglia era morta lasciandolo erede unico del Casato dei Phantomhive non avrebbe certo iniziato ora a preoccuparsi di ciò che la gente diceva.
“Non ti sarai trattenuto ancora con il Professor Michealis, vero, Ciel?” Elizabeth gli aveva chiesto per l’ennesima volta quella sera, rompendo il rigido protocollo che voleva gli studenti seduti ognuno al tavolo della propria casata.
“Ti preoccupi troppo di ciò che dicono gli studenti,” Ciel aveva liquidato con un gesto della mano le assurde angosce della cugina.
La Tassorosso aveva sbuffato per nulla convinta. “Persino i professori parlano. Suthcliff vuole arrivare in fondo alla faccenda e sai che quando si mette in testa una cosa è inarrestabile.”
Ciel sbuffa e scuote la testa, più concentrato sulla sua cena che sulle parole di Elizabeth. “Suthcliff ha solo una cotta per Sebastian, niente di più. È la gelosia che parla.”
“Sarà pure gelosia, ma se monta un indagine rischi di finirci di mezzo anche tu,” la Tassorosso gli punta la forchetta contro.
“Non ha prove. Serve qualcosa più dei pettegolezzi per farne un caso e non ha niente.”
“Niente? Ciel, hai appena chiamato il professor Michaelis per nome. Non credi che sia abbastanza sospetta questa… cosa tra te e Sebastian?”
“Circostanziale,” la liquida il Serpeverde. Elizabeth sembra sul punto di replicare, perché Ciel non la sta prendendo con l’adeguata serietà. Ciel la tacita con una mano. “Lo so, lo so. Non sto sottovalutando la situazione, Lizzy. Ma sai anche tu come vanno le cose qui ad Hogwarts, un pettegolezzo diventa una montagna e una diceria si trasfigura in certezza assoluta. Sono così tranquillo perché sono tutte stupidaggini. Lo sai anche tu che niente di quello che dicono è vero.”
Lo sa anche lei? Lizzie annuisce ma non ne è così sicura.
Sono anni che non è più sicura di nulla quando si tratta di Ciel.
*
“Sospettano,” Ciel si morde il labbro inferiore, camminando irrequieto avanti e indietro per lo studio del professore. “Devi fare qualcosa.”
“E cosa vorresti che facessi?” Sebastian lo osserva impassibile, “Sei tu che sei venuto nel mio ufficio adesso, quando tutti potevano vederti, e senza essere convocato, oserei aggiungere.”
Ciel sbuffa frustrato e si fa scorrere le mani tra i capelli.”Ora sarebbe colpa mia?”
“Io sono sempre professionale,” Sebastian non si scompone, “dopotutto sono un diavolo di professore.”
Quella battuta gli piace un po’ troppo, e Ciel ormai ne è saturo.
“Avrei dovuto rifiutare la lettera di ammissione e studiare da casa. Adesso avrei molti meno occhi addosso e sarebbe molto più facile portare a termine la mia vendetta.”
“Adesso avresti anche molti meno contatti, meno piste da seguire per scoprire chi ha ucciso la tua famiglia, e non saresti altrettanto preparato nelle arti magiche,” Sebastian ribatte punto a punto, “contrariamente alle credenze babbane, la magia non è dispensata dal demonio e io sarei stato un precettore piuttosto monotematico nella mia materia d’insegnamento.”
Come se a Ciel servisse davvero una buona preparazione magica, quando ha un demone pronto a difenderlo e, alla fine, a divorarlo. Di certo quanti NEWT riuscirà ad ottenere per il suo futuro non è tra le sue priorità.
“Ma non dovrei preoccuparmi di cosa sembri ad occhi esterni tutto il tempo che passo con te.”
“Beh, era più facile quando avevi undici anni,” Sebastian sospira, e poi si alza dalla scrivania per andare a piazzarsi di fronte a lui. Ciel si ferma e solleva lo sguardo verso di lui. “Lasciali parlare,” il demone gli posa una mano sulla guancia, le dita che sollevano il bordo della benda che porta sull’occhio sacrificato, “Non lo scopriranno mai.”
Ciel annuisce, poi lascia che Sebastian gli tolga la benda.
Non lo scopriranno mai perché nessuno può arrivare a pensare che Sebastian sia un demone, che Ciel abbia venduto la sua anima - è un ragazzino, e i ragazzini non si immischiano in antiche e proibite Arti Oscure come la Necromanzia e la Demonologia, giusto?
Ciel però è preoccupato comunque, perché l’insegnante di Divinazione, un po’ troppo in fissa con il predire la morte di ogni suo studente, non è esattamente nessuno e sembra sulla strada giusta.
“Ma Suthcliff -”
“Non importa cosa ne pensi,” Sebastian scuote la testa, “Posso occuparmi io di Suthcliff. Dopotutto tu ed io abbiamo un patto.”
Ciel si lascia cadere tra le sue braccia, allora. Cercare conforto in un demone è stupido, ma Sebastian è l’ultima cosa che gli è rimasta. E dovrà farsela bastare, almeno fino alla fine.