Où mónon

Apr. 3rd, 2022 11:21 am
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DEATH NOTE 

L/Light 

Cow-T #12, w6, m6: Sport (tennis) + NSFW
1125 parole

 

Sottovalutare il suo avversario era un privilegio che Light non si sarebbe mai concesso. Certo Ryuzaki non sembrava un grande sportivo, così pallido e scheletrico Light lo avrebbe preso più per un hikikomori sempre chiuso in casa davanti ad un computer, nemmeno in grado di tenere tra le mani una racchetta da tennis. 

E invece questo fantomatico L, se di L davvero si trattava, sul campo sapeva il fatto suo.
Light si deterse il sudore dalla fronte, pronto a scattare, mentre il braccio di L compiva un arco perfetto e la pallina impattava contro le corde. 

La palla volò oltre la rete in una parabola stretta e cadde sul terreno di terra rossa esattamente dove Light aveva previsto. Lo studente attese il rimbalzo e rispedì con un rovescio la palla dall’altro lato del campo. 

Ryuzaki era bravo, Light doveva ammetterlo, anche se l’idea non gli piaceva affatto, il suo cervello riusciva a calcolare gli angoli e le traiettorie per servirgli palle difficili e poi il suo corpo era in grado a tradurle in mosse ben riuscite. 

Stringendo i denti, Light corse dal lato opposto del campo, tendendo il braccio verso il lato più esterno per evitare che la palla, dopo il rimbalzo, finisse fuori. 

Poteva sembrare un errore, che L avesse tirato con un po’ troppa forza la pallina e che solo per un caso fortuito quella non fosse uscita direttamente dal campo. Ma Light era già al secondo set e dell’avversario aveva preso le misure. Ryuzaki non era uno da commettere errori così grossolani. L stava giocando per vincere, in tutto e per tutto, nel tennis come nella caccia a Kira. 

E rispedendo la palla dall’altro lato con così tanta forza e frustrazione da mandarla fuori campo, Light si disse che non se ne doveva dimenticare. 

 

 

Era bastato uno sguardo, una di quelle regole non dette degli spogliatoio maschili per cui sotto la doccia ognuno finge di essere da solo e non stacca gli occhi dall’irrigatore. 

Invece Light lo aveva guardato di sottecchi, solo per valutare l’avversario, e lo aveva trovato a ricambiare il suo sguardo.
L aveva inclinato la testa verso di lui, senza una parola e aveva sostenuto il peso dei suoi occhi. Forse Ryuzaki non la conosceva quella regola non detta, ma Light si era rifiutato di essere il primo a cedere e voltare la testa 

Si erano fissati per interi istanti che erano parsi secoli, con l’acqua che scorreva calda lungo i loro corpi nudi, e poi Ryuzaki aveva chiuso il rubinetto e senza prendere un asciugamano, ancora grondante, aveva girato attorno al muretto che divideva i due box. 

Forse Ryuzaki quella regola non detta la conosceva benissimo e conosceva anche il significato di infrangerla. 

Light non se lo aspettava, tutto avrebbe pensato tranne che L, o chi per lui, potesse volere questo da lui. 

Invece Ryuzaki gli si era avvicinato e poi gli si era premuto contro, incastrandolo contro la parete della doccia prima di baciarlo. 

Light lo aveva lasciato fare, curioso di sapere fino a dove si sarebbe spinto, di sapere se avrebbe potuto rivoltare a suo favore anche una avance del genere. 

Ryuzaki aveva fatto scorrere le mani lungo i suoi fianchi, sfregando i loro bacini insieme nel tentativo di far diventare duri i loro cazzi a mezz’asta. 

Light per tutta risposta non si era tirato indietro. Gli aveva morso il labbro inferiore e gli aveva afferrato il culo, tirandoselo più vicino. 

Ryuzaki si era lasciato sfuggire un gemito contro la sua bocca, e poi si era staccato da lui per guardarlo in faccia. “Prima di andare oltre, l’etica mi impone di informarti che penso che tu sia Kira.” 

Light aveva aperto la bocca sorpreso e l’aveva richiusa, senza sapere cosa dire. Poi era scoppiato a ridere. 

Ryuzaki lo aveva osservato incuriosito, senza capire cosa avesse scatenato la sua ilarità.

“Cioè, l’etica ti impone di dirmelo, ma non ti impone di non scoparti un sospettato?” 

L aveva schioccato le labbra. “Esattamente. Dovremmo giocare a carte scoperte.” 

“Stai cercando di portarmi a letto solo per scoprire se sono Kira?” Light gli aveva chiesto divertito, stringendo la presa sul suo culo. 

“No,” Ryuzaki aveva scosso la testa, “Non solo per questo.” 

“Non solo?”
“Non solo. È un problema?” 

“Assolutamente no.” 

Light lo aveva baciato, gli aveva fatto passare la lingua tra le labbra, costringendolo ad aprirle, e Ryuzaki per tutta risposta aveva cercato di invadere la sua bocca. 

Era una gara anche quella, una sfida, ed entrambi avevano intenzione di vincere.

“Sei andato a letto con tutti i tuoi altri sospettati?” 

“Chi ti dice che io abbia altri sospettati?” 

Poi, senza dargli il tempo di replicare, L si era lasciato cadere in ginocchio sul piatto della doccia e lo aveva preso in bocca. 

Light aveva provato a muoversi, a spingere le anche verso di lui, ma Ryuzaki lo aveva tenuto fermo, gli aveva impedito di scopargli la bocca. Anche in quella posizione, stavano lottando per il comando. E qualcuno potrebbe pure pensare che con i denti così vicini alla sua erezione, quello in posizione dominante fosse in realtà L. 

Non che a Light importasse al momento, la sua mente lucida, era appannata dalla suzione della bocca attorno al suo cazzo, alla mano di Ruyzaki che si muoveva dalla base fino alla punta seguendo il movimento ritmico e ondeggiante della sua testa. 

L non gli aveva lasciato possibilità di muoversi, nemmeno di tentare di sopraffarlo e di nuovo Light si era stupito della forza nascosta in quelle mani sottili, in quei muscoli inesistenti, poi non era riuscito a pensare più a niente, non abbastanza coerente nel suo piacere per mettere in fila due parole. 

L si era tirato in piedi e si era pulito l’angolo della bocca con il pollice, Light lo aveva osservato tra le palpebre socchiuse. 

“Di soliti preferisco il dolce,” aveva detto, quasi tra sé e sé, e Light aveva sentito un fremito al pensiero che avesse ingoiato. Al pensiero che il più grande detective del mondo gli avesse appena fatto un pompino nelle docce. 

Si era staccato dalla parete e si era avvicinato a lui. L lo aveva lasciato fare, senza staccargli gli occhi di dosso. Poi Light aveva chiuso la mano attorno alla sua erezione e aveva cercato di ricambiare il favore, leggermente incerto, lui che era perfetto in tutto quello che faceva. Imparava in fretta, però, e aveva considerato una vittoria ogni gemito strappato alle labbra strette tra i denti di Ryuzaki. 

L era venuto sulla sua mano, era venuto con un grido, ma non aveva chiuso gli occhi, quello no. Non si fidava di lui abbastanza per perderlo di vista. 

Light era intrigato. Quella, oh quella sarebbe stata davvero una bella partita. 

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