Scena

Jun. 3rd, 2020 10:51 pm
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[personal profile] danzanelfuoco
 [Originale] M/F | BDSM, D/s relationship (M/f), sex toys, JOI 


"Il potere è la massima espressione di perversione." - Rocco Siffredi



Spogliati. 

La safe word la conosci, ma non ne avrai bisogno, dopotutto non sarò lì ad ascoltarla. 

Mi è dispiaciuto dover andare via, ma non ti preoccupare, non mi sono dimenticato di prendermi cura di te e mi aspetto che i miei ordini non vengano disattesi. Non essere impertinente, in fondo non sono stato particolarmente duro nell’assegnarti i tuoi compiti.

Quindi, spogliati. 

Spogliati e stenditi sul letto.

Divarica le gambe, il più possibile, voglio che tu senta i muscoli bruciare per lo sforzo, ma non ti toccare. Meglio ancora, metti le mani dietro la schiena. Bloccale con il tuo peso. 

Brava ragazza. 

Ora, non fare nulla. 

Voglio che la tua eccitazione cresca, voglio che pensi alle mie mani, a come scorrerebbero lungo il tuo corpo,  sul tuo seno, come pizzicherebbero le tue cosce e colpirebbero le tue natiche. Voglio che pensi a cosa sarebbe già accaduto se solo fossi lì con te, come ti avrei già sbattuta sul materasso e incatenata alla testata del letto, come ti avrei già costretta a pregare, se solo potessi essere lì a provocarti. Le senti, le mie dita dentro di te, che ti accarezzano?

No, non ho finito, non ti ho autorizzata a toccarti. 

Lascia le mani dove sono e apri la bocca. 

Di più. 

Tira fuori la lingua. 

Come se ti preparassi a ricevermi.

Lo so che lo puoi quasi percepire, è la tua memoria muscolare che si ricorda di me, della sensazione del mio cazzo contro la tua gola. 

Trattieni il fiato. Sì, esatto, come se fossi lì ad usarti. 

Posso immaginare il tuo petto che si solleva per l’affanno. 

Molto bene. 

Ora apri il cassetto. Lo sai quale, non farmelo ripetere - non sono lì per assecondare i tuoi sciocchi giochetti di brat che cerca di evitare la punizione. Stai andando così bene, che non vedrei proprio il motivo di punirti. 

Prendi il bavaglio. 

Avanti, chiudi i denti sulla pallina rossa e stringi le cinghie dietro la testa, poi torna a stenderti. 

Mani dietro la schiena, non dimenticare. Meglio eliminare qualsiasi tentazione tu possa avere di toccarti. 

Sei bagnata, adesso? Oh, so che lo sei, ti conosco. 

Stai cominciando a dimenarti, a contorcerti nella speranza di trovare un minimo di sollievo nel contatto con il letto, ma non sei nella posizione giusta, non così, supina. Stai cominciando a maledirmi, lo so, è quello che voglio, portarti lentamente verso il baratro. 

Se sono in errore sentiti pure libera di chiamarmi e interrompere la mia riunione per dirmelo. Potrei anche pensare di metterti in viva voce, qualcun altro potrebbe soddisfarti meglio. 

Oh, lo so, lo so che sei perfettamente in grado di dirmi quello che voglio sentirmi dire, che sono l’unico, che nessun altro, - non mettere il broncio, ti stavo solo prendendo un po’ in giro. 

Puoi tornare al cassetto ora, ma solo se il bavaglio ha già funzionato. 

No, non toglierlo. Il fatto che tu abbia già cominciato a salivare non significa che tu abbia finito. Lo sai quanto mi piace vederti sbavata. 

Ora, prendi l’ovetto. Sì, ti ho detto di non toccarti e ora questo. Posso immaginarti sorridere. Solo che hai ancora il bavaglio e le tue labbra sono stirate contro la gomma, quindi sorridono solo i tuoi occhi. Forse mi sbaglio? No, non credo. 

Ma ora smetti di prendere in giro il tuo dominus e mettiti dentro il vibratore. 

Bada che le tue mani non vaghino oltre il compito assegnato - ti conosco, so che userai qualsiasi dimenticanza da parte mia come cavillo per fare quello che ti pare. 

E non affannarti a cercare il telecomando, quello ce l’ho io. 

Non esserne delusa, torna piuttosto a stenderti e tieni le mani dietro la schiena - ti avrei legata io stesso, preparandoti con cura, se solo fossi stato certo di riuscire a tornare in poche ore. 

Ora, attendi. Non sai quando premerò l’interruttore. Fisserai il soffitto e forse penserai alla spesa che devi fare o al programma che vuoi vedere, forse ti chiederai se mi sono dimenticato di te quando comincerà a darti fastidio la posizione. Forse penserai anche di mandarmi a quel paese e smetterla, ma sarà allora che l’ovetto comincerà a vibrare e ti farò pentire di ogni insubordinazione che tu possa aver pensato. 

Certo, dopo potrai alzarti e rivestirti e fare quello che vuoi nel tuo giorno libero, ma non toglierti l’ovetto, no, quella è una mia prerogativa per quando tornerò a casa e ti troverò in posizione, in ginocchio davanti alla porta, le mani sulle cosce e la testa china. Allora lo sostituirò con il mio cazzo e sentirai quanto tu mi faccia diventare duro al solo pensiero di poter tornare a casa a scoparti. 

Certo, potresti ingannarmi. Potresti toccarti o toglierti l’ovetto e lasciarlo vibrare sul comodino mentre vai a fare la spesa, potresti non metterti in ginocchio alle sei, non sapendo se dovrai mantenere la posizione per dieci minuti o quaranta, ma aspettare di sentir sbattere la portiera della macchina per fingere di avermi assecondato. 

Non lo saprei mai. Ma fa parte del gioco, non è vero?  

Nel frattempo, attendi. 


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