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COBRA KAI 

(pre-slash) Johnny/Daniel 

COW-T #12, w5, m3: Road Trip 

742 parole

 

Distanze - Giorno 1  

 

Cominciano a litigare anche prima di aver messo piede in macchina. Comprensibile visto che il punto è proprio con quale macchina partire. 

Il suv di Daniel è troppo da fighetti, ma alla fine la vince sulla scomodissima macchina di Johnny, decisamente troppo sportiva per un viaggio così lungo (e orribilmente appariscente, anche se questo Danpiel si è guardato bene dal dirlo. Mossa furba visto che è riuscito a convincerlo ad optare per la sua).

“Non ti azzardare a mangiare nella mia macchina,” Daniel dice scoccandogli un occhiata in tralice. 

“Oppure cosa? Mi lasci nel mezzo del deserto?” Johnny mastica rumorosamente da un pacchetto di patatine, ignorandolo completamente. 

“Non tentarmi,” si lascia scappare l’altro a mezza voce, prima di schiarirsi la gola, “Il lavaggio lo paghi tu.” 

A questa Johnny ride, come se il suo sostentamento non dipendesse dallo stesso dojo di Daniel e non fosse ridotto praticamente a zero. 

“Ci ho provato,” si stringe nelle spalle e poi riporta lo sguardo sulla strada. 

 

*

 

“Tu non guiderai la mia auto,” Daniel stringe i pugni contro i fianchi per non farli atterrare sul brutto muso di Johnny. 

“Io dico di sì,” Johnny replica, rabbioso, il viso ad un palmo dal suo naso, “questa non è una gita di piacere, stiamo andando a recuperare Miguel e mi piacerebbe arrivare prima che fosse a pezzettini dentro una sacca, perciò dobbiamo smezzarci le ore di guida,” 

Daniel lo sa che ha ragione, lo sa che non può guidare diciotto ore nel deserto senza rischiare di addormentarsi, e soprattutto che non può pensare di svegliarsi il giorno dopo anchilosato sul sedile per mettersi al volante e guidarne altrettante. 

Stringe le labbra e annuisce, “Va bene.” Non è contento, non è contento affatto, ma hanno un compito da portare a termine, perciò gli cede le chiavi.

 

*

 

Il deserto si staglia intorno a loro, apparentemente infinto. C'è solo la strada, una striscia di asfalto che serpeggia, nera e bollente, tra i cactus e la sabbia. 

C’è da perderci la testa, in quella solitudine.

 

*

 

“Ma sei una donna per caso e non me lo hai mai detto?” Johnny chiede quando Daniel risale in macchina. 

Daniel sospira, mentre recupera il disinfettante dal cruscotto, chiedendosi a quale commento sessista debba prepararsi adesso. Andare d’accordo con Ohnny non è tanto complicato quanto si sarebbe aspettato, soprattutto adesso che non possono far escalare le cos'è fino ad una rissa perché costretti dai sedili della macchina. 

“Non è normale fermarsi ogni due ore per pisciare,” Johnny scuote la testa, “cazzo, sono io quello che beve birra”.

Daniel, che nonostante sia ancora molto atletico e dimostri vent'anni di meno, ne ha pur sempre cinquanta si chiede se per caso la sua prostata non sia d’amianto. 

No, cattivo Daniel, non si pensa alla prostata altrui. 

 

*

 

La notte l’escursione termica è notevole e forse avrebbero dovuto fermarsi come avevano preventivato alla cittadina di trenta miglia prima, dove la loro prenotazione al motel restava inutilizzata. Ma erano arrivati in anticipo sulla tabella di marcia e avevano almeno altre due ore di sole, così erano andati avanti, dicendosi che era meglio avvicinarsi a Miguel il più possibile e pazienza se le loro stanche articolazioni ne avrebbero risentito. 

“Se lo racconti a qualcuno giuro che ti uccido,” Johnny grugnisce e Daniel alza gli occhi al cielo. 

“Certo, domani metto i manifesti, dico a tutti che ti piacciono i caldi abbracci.”

Sarcasmo, si dice, sarcasmo Daniel, che è l’unico modo per sopravvivere al fatto di essere abbracciato a trattenere calore corporeo con Johnny Lawrence sui sedili reclinabili della sua auto nemmeno avessero di nuovo sedici anni e fosse la notte del prom. Non che allora l’avessero passata così la serata, ma comunque. 

Sarcasmo, perché altrimenti potrebbe arrossire e che novità è mai questa? Da quando in qua Daniel si lascia influenzare dalla mascolinità tossica che vorrebbe qualcosa di male in due uomini adulti che si abbracciano a basta? 

(Quella non è una china in cui Daniel voglia scavare, no, affatto). 

“Se i caldi abbracci sono una proposta indecente, cadi male, Danielle.” 

Daniel si morde la lingua per non ribattere che è una citazione di Frozen, un cartone animato che avrebbe visto anche lui se solo avesse passato del tempo con suo figlio. Ma Daniel ha imparato a non essere troppo merdina negli anni e questa è una di quelle cattiverie che fortunatamente muoiono nel suo cervello. 

“Fottiti,” risponde invece.

“Se continui così penserò che tu abbia una cotta per me.” Johnny ridacchia e Daniel pensa seriamente a seppellirsi tra le dune. 

 

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